PRIMA CLASSIFICATA

 

 

Scrivimi che stai bene

                                               Lettera

Già sale al borgo antico un’altra luna,

in questa sera dove più non sei.

E’ tanto che ti cerco e aspetto un segno:

pace e perdono più non mi appartengono,

ed è ferita questa che fa male.

Perciò ti prego, Madre

(tu che di noi già sai),

                                   scrivimi che stai bene,

che il filo d’ombra acceso nei tuoi occhi

non era che il riverbero del vespro,

un guizzo breve e innocuo del tramonto.

 

Scrivi, scrivimi presto:

di te, di pa’, di voi non so più nulla.

Non so se in quell’altrove,

che invera un altro tempo,

gentile c’è chi forte vi sostiene

e lieve vi dà il braccio ed apre porte

a mitigare i transiti segreti.

 

Nessuno qui più abita le stanze,

la vecchia casa sanguina di assenze,

arresa e muta grida il suo silenzio.

Eppure aspetto trepido, una sera,

dalla finestra aperta la tua voce

cercare il me bambino perso ai giochi,

superbo re dei vicoli e del vento.

 

Ma intanto che io scrosto palmo a palmo

rubini e stelle ai cieli dell’infanzia,

dal tempo chiaro e indenne in cui tu vivi

prendi una rosa e scrivi,

                                      scrivimi che stai bene.      

 

 

 Umberto Vicaretti  – Luco dei Marsi (AQ)

 

Il presente del passato e il presente del futuro sono icasticamente convocati, nella lirica di Umberto Vicaretti, per esorcizzare il senso di vuoto, per risarcire la piaga dell’assenza, che fa sanguinare le vecchie stanze. Lo stile, la musica dei suoi versi sono lo strumento sapientemente utilizzato per dire lo strazio dello sguardo materno e per domandare, nella maniera insistita che la composizione ad anello suggerisce, notizie di un altrove immaginato con tremore e dei suoi transiti segreti. (Fabio Dainotti)

 

 

 

 

 

SECONDA CLASSIFICATA

 

 

C’è sempre un’ora

 

C’è sempre un’ora, forse la sua ombra

per il tuo cielo che si scioglie in vento

per le mie mani appese alla finestra.

 

C’è sempre un’ora, forse l’ho sognata,

che si decanta nella mia bottiglia

alla deriva.

                    E il mare non ha tempo.

 

E’ un’ora eterna o un attimo dorato

che sparge occhi sulle mie macerie

e insemina di sole la tua forma.

 

Un’ora fatta di quaranta carte

spiegate a schiera sul mio tavolino

che ha una gamba zoppa e un chiodo in testa.

 

Un’ora la mia storia un fante ansante

sul tetto una regina con il cono

e un re con il bastone consumato.

 

C’è sempre un’ora, forse un grumo d’aria,

che si scolora nei tuoi occhi grigi

e poi ritorna col pennello in mano.

 

E la mia storia passa.

                                   Tra le dune

solo una palma. La mia ora folle

ha silenziose grida.

                                  La sua eco

s’insabbia e muore sopra il tuo orologio.

 

 Domenico Luiso - Bitonto (BA)

 

La lirica si segnala per la musicalità e la fluida cadenza degli endecasillabi, che scandiscono il tempo reale e interiore dell’esperienza esistenziale, resa intensamente e originalmente attraverso accorgimenti formali, stilistici e retorici estremamente sagaci. Le metafore pregnanti e allusive, gli enjambements avvolgenti e opportuni, l’uso dominante dei possessivi, gli ossimori audaci, la presenza di correlativi oggettivi, le impalpabili  e struggenti sensazioni, suggerite dalle sinestesie, significano una tecnica poetica scaltrita ed una notevole capacità di plasmare la parola, per conferirle brividi ed emozioni. (M. Olmina D’Arienzo)

 

 

 

 

TERZA CLASSIFICATA

 

 

Di un pensiero breve

Prima che il ramo ai tuoi passi traduca

l’età e il sogno, un confine di ulivi stringe

a cerchio le foglie dentro i sassi,

nell’ora lenta che nasconde al cuore

i primi voli dei tordi tra le cime del cielo.

Questo ci basta se la parola tace

lungo il muro di cinta, un filo d’olio

sul pane annerito nella fuga quando

i passi e il grido partiranno dalla soglia

per un palpito acceso nella sera.

Orma piegata ai padri e alle semine antiche

è la nostra, la brocca dentro il pozzo, ancora

tante donne che scendono nel fiume.

Tra una pietra e l’altra il cuore pure

si colora di questo infinito silenzio e strappa

pezzi di cielo dalle maree del  tempo.

Forse c’è tempo di soffiare un’ultima

scintilla se prendo il pane e lo divido

con mia madre, macerata dalla solitudine

profonda di un pensiero che breve

apre le mani ai colori dell’aia.

Si rubano discorsi attorno al fuoco

quando il vino fa amicizia con la sera

mentre pecore a filare fanno ritorno

ai ciottoli del tufo accoccolati dentro il borgo.

Sotto l’ulivo saraceno torna così il sogno

a farsi vivo all’ombra della luna

che come te muta di nuovo nella notte

spingendo il cuore ai margini del cielo.

 

Benito Galilea - Roma

 

 

 

 

 

 

Le linee, i colori, le figure di una terra e di una civiltà, che, per “soffiare un’ultima scintilla”, reclamano un tempo diverso da quello cronologico, fa rivivere, in una composizione ampia e modulata, Benito Galilea, affidandosi a un linguaggio attento e partecipato, mirabilmente in bilico tra realtà e metafora. (Fabio Dainotti)

 

PREMIATI CON TARGA

 Mina Antonelli, Eleonora Baldessari, Vita Linda Barbieri, Giovanni Caso, Carla D'Alessandro, Alfredo Di Marco, Enrico Fagnano, Franco Fiorini, Pietro Olivari, Stefania Piazzolla, Paolo Polvani, Enea Roversi, Mario Stanziano.

 

 

PREMIATI CON MEDAGLIA

Marilena Abbatepaolo, Luca Amadessi, Giuseppina Amendola, Giulia Anania, Emanuela Antonini, Anna Appolloni, Angela Aprile, Marilia Aricò, Maria Aronica, Giuseppe Attanasio, Giuseppina Attolico, Elisa Bassi, Maria Angela Bedini, Liana Bonuccelli Caputo, Giuseppe Bruno, Raffaele Buompane, Giovanna Businello, Marina Canal, Maria Luisa Caputo, Maria Caravaggio, Luis Cardoso Barreto, Pina Michela Caria, Giovanni Carioti, Rosario Castronuovo, Chiara Celi, Grazia Cerino, Stefano Cervini, Riccardo Cesaroni, Pierrette Cherbonnier, Lucrezia Colacicco, Diego Commendatore, Adriana Comollo, Carmelo Consoli, Cinzia Corneli, Italo Corti, Germano Costa, Mario D'Alise, Maurizio D'Armi, Vincenzo De Crecchio, Daniele De Luca, Mario De Rosa, Silvio Di Fabio, Lucia Di Monaco, Colomba Di Pasquale, Umberto Druschovic, Ivan Fedeli, Annarita Fossa, Emilia Fragomeni, Ela Gentile, Pasquale Giannatempo, Anna Giannattasio, Paolo Giardi, Ostilio Giglio, Marco Gioiella, Armando Giorgi, Emiliano Giubbilini, Umberto Grieco, Antonello Guerrera, Emilia Iannone, Massimo Iride, Riccardo Landozzi, Andrea Lazzara, Costantino Loprete, Jessica Malfatto, Ivana Mantero, Moreno Marani, Nicola Marasciulo, Fulvia Marconi, Margarita, Martina Marotta, Maria e Patrizia Massara, Ermelinda Maturanzio, Emma Mazzuca, Maurizio Meggiorini, Valerio Mello, Maria Teresa Merenda, Annalisa Michelangeli, Milva Migo, Assunta Mingione, Vincenzo Monopoli, Salvatore Monaco, Carlo Monteleone, Enrica Paola Musio, Alfonso Notte, Carlo Olivari, Maria Rosa Oneto, Angelo Orlando, Maurizio Orsi, Gilberto Palmacci, Salvatore Palmiero, Giovanni Panarese, Gabriele Panfili, Angelo Passarelli, Luca Pellegrino, Stefania Perelli, Giovanni Pisapia, Pinella Pistis, Tanino Platania, Daniela Raimondi, Giancarlo Remorini, Stefania Sabrina Rifici, Marco Righetti, Nicola Rizzi, Luca Romano, Maria Russo Rossi, Antonio Saladino, Antonio Sangervasio, Paolo Sangiovanni, Maria Luigia Scialpi, Teresa Scialpi, Santina Senatore, Graziano Sia, Gennaro Sica, Piera Spiller, Maria Stimpfl, Anna Tafone, Antonietta Tafuri, Paola Tomasiello, Alfredo Torreggiani, Davide Vaccino, Pietro Valle, Gerardo Valvano, Maria Luisa Vanacore, Pasquale Vinciguerra.