Racconti brevi PDF Stampa E-mail

 

 

PRIMA CLASSIFICATA

 

 

Sandra Frenguelli  - Perugia
L'orologio senza tempo
Per il primo sabato di agosto, mi sono preoccupato di fare un’attenta revisione agli ingranaggi, verificare la perfetta sincronia delle lancette e la cristallina trasparenza del vetro. E’ tutto a posto. Sono l’orologio di una delle stazioni più importanti d’Italia, la mia precisione fa onore alla florida città di Bologna.
In stazione c’è folla. Difficilissimo, praticamente impossibile, trovare parcheggio. Lo sa a sue spese il signore che dopo aver dato uno sguardo verso di me, decide di far scendere dall’auto i suoi familiari : una donna anziana, forse sua madre, una più giovane, forse sua moglie e una bambina con un cappellino giallo, immagino sua figlia.
BOooAatOoo. Deeflaagrazioone. Crollo. Schianto. Tonfi di morte. Silenzio atterrito. Caos. Caos di guerra.
Guardo giù. Scorgo nel fumo che sale acre e rovente di sgomento i calcinacci, i vetri e la ferraglia del tetto crollato delle sale d’aspetto. Il piazzale è un fuggifuggi di persone tra urla paurose.
La bambina con il cappellino giallo ha il volto ferito. E’ in un pianto disperato. Continua a dire a sua madre di alzarsi, le tira la maglietta, la scuote. La madre non può più risponderle.
I corpi di due innamorati che solo mezz’ora fa si erano avviati in stazione mano nella mano, li stanno caricando sul 37. Corpi, feriti, grida. Tante grida. Nomi urlati disperatamente, ossessivamente dai sopravvissuti. Risuona assordante il silenzio delle mancate risposte.
Sono un orologio. Per la prima volta da quando domino il piazzale della stazione, sono senza tempo, posso immaginarne uno tutto mio ed avere desideri. Mi assento dallo strazio di questo giorno, dalle macerie visibili e invisibili della bomba e sposto il tempo più in là, alle 10:25 del due agosto dell’anno dopo.
Ho contato trecentosessantacinque tramonti. Quella di domani deve proprio essere l’alba del due agosto 1981. Le mie lancette sono sempre fisse sulle dieci e venticinque. Non mi hanno aggiustato. Non mi aggiusteranno più. Non si aggiusta la memoria.
Gli sguardi che si alzano verso di me sono silenziosi e gravi. Mi sento trapassare dagli occhi della gente, quasi fossi uno specchio che riflette all’infinito il dolore di quel giorno.
Un uomo si sta avvicinando con accanto una bambina. Si china verso di lei. Le dice di alzare lo sguardo verso di me, mi fissano a lungo, l’uomo si asciuga gli occhi con pudore. Bacia la bambina, la stringe, la prende in braccio. Lei si aggiusta sulla testa un cappellino giallo.
 [ABSTRACT A CURA DELL'AUTRICE ]

La tremenda strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna raccontata da un’angolazione originale, fantasiosa eppure terribilmente “vera”. A parlare è infatti l’orologio, quell’orologio le cui lancette sono rimaste ferme, ad imperituro monito della memoria. La scelta stilistica è suggestiva e coinvolgente proprio per il suo straniamento formale. I ricordi, le riflessioni, le zoomate dell’orologio sono filtrate dalla particolare oggettività dell’occhio narrante, ma proprio per questo, la vicenda nel suo complesso, gli intensi quadretti, i piccoli particolari di vita e di morte, del prima e del dopo, per il lettore che sa, diventano fonte di emozione e commozione. E  traducono in una profonda e duratura “esplosione” interiore.   [Franco Bruno Vitolo]

SECONDA CLASSIFICATA

 

Lella De Marchi  - Pesaro
 Paul et Juliette
Se Juliette fosse Norah (Jones) e Paul fosse Jude (Law) - passato dal bancone al tavolo del suo piccolo Cafè -,  saremmo dentro un romantico delirio, diretto dal “nobile”  Wong (Kar-wai), pioggia e neon compresi. In questo caso, lo sguardo di J. sarebbe quello della mdp che in diagonale sorvola oggetti e persone, mentre cerchi di luce illuminano dettagli - i denti bianchissimi,  le mani forti, i capelli ondulati… -. Fatto è che l’autrice è tutta immersa - e ci sommerge - in una scrittura labirintica e densa di alti rimandi, come – il più immediato, per dire – quello dettato dalla école du regard che, non per caso, il suo ispiratore, Robbe Grillet, volle spostare dalla pagina allo schermo. Su di esso la protagonista del racconto rivede un frammento di sé, un lampo al magnesio, una rarefazione splendidamente conchiusa in eros.  [Francesco G. Forte]

 

 

PREMIATI CON TARGA   
Pascal Abatiello, Alessio Angelico, Luigi Arena, Silvana Aurilia, Anna Caldara, Gerardo Giordanelli, Aldrigo Grassi, Dionigi Mainini, Francesco Marconi, Giulia Martano, Pierino Pini, Giuseppina Zupi.

 

 

PREMIATI CON MEDAGLIA
Alessandro Asciolla, Maria Bellucci, Aldo Bonato, Rosario Castronuovo, Mirella Cuaz Alborno, Carla D'Alessandro, Patrizia Di Martino, Arthur Primus Macad, Emilia Merenda, Pierfrancesco Roccato, Maria Luigia Scialpi, Martino Sgobba, Trap, Lenio Vallati.