RACCONTI BREVI PDF Stampa E-mail

 


Primo premio

Occhi verdi da “Storie straordinarie di gente comune”
di  Anna de Castiglione

L’incanto del pregevole racconto di Anna de Castiglione, intitolato Occhi verdi, sta tutto nella contrapposizione tra la sensibilità gracile e acerba, ma anche la sapienza chiaroveggente, che i bambini e i preadolescenti posseggono in sommo grado, della protagonista da un lato; e, dall’altro, l’istintuale corporeità, il disordine morale e gli eccessi che tralucono dal trucco pesante e dall’abbigliamento troppo vistoso della donna, riscattati comunque e quasi purificati dall’amore, estrema e superstite giustificazione di una vita sbagliata.
Una natura animata e partecipe (il fascino della notte incipiente, fasciata di solitudine e di perplessità), ma anche gli oggetti inanimati (il sibilo sinistro della locomotiva), creano un’ambientazione fiabesca, suggerendo al contempo un’atmosfera d’inesplicabile mistero.
Sul piano stilistico, ciò si traduce non solo nell’utilizzo accorto dell’antitesi e dell’anafora, ma anche nella ripresa di brevi frasi musicali in funzione ritmica, nel campo e controcampo del duello iniziale tra gli approcci goffi della donna e il silenzio ostinato di Occhi verdi; dialogo che ha luogo alla presenza poco incisiva  di una religiosa rassegnata “dalle dita ossute e dalle nocche dure come pietre.”

 Fabio Dainotti

 

 

Secondo  premio
Una storia di sarte, capomastri, fornai  e cappotti
di Paola D’Agaro
Un’anti Penelope, lassù nel profondo nordest, cede al corteggiamento (mica tanto serrato) di un Antinoo fornaio, nell’attesa niente affatto spasmodica di Odisseo minatore, in andirivieni dal mare di Francia, dove è attratto da nausiche con la erre arrotata. 
In questi cento righi, puoi leggere il mondo (il dopoguerra e l’emigrazione, l’utopia proletaria e i grandi magazzini) e la vita, il suo profumo. Come l’orcolat che giocosamente se ne sta con i piedi su entrambe le rive di un fiume, così la Guséla protagonista, può accontentare, grazie all’arte sartoriale, il borioso marito che richiede bottoni di madreperla al gilè e calzoni di fustagno, e il colto amante, lettore bipartisàn. Si pensa a Tomizza e Sgorlon, ma la scrittura ha quasi una più lieve densità.    
Francesco G. Forte

Terzo premio
La lana in bocca
di Paolo Cacciolati

Ruota intorno ad un fatto realmente accaduto il racconto “La lana in bocca”. Qui l’autore ha tessuto una trama narrativa per la quale realtà e fantasia hanno avuto il reciproco ruolo di confondersi, fino a fondersi in un tutt’uno, per regalare al lettore un viaggio indietro nel tempo che non conosce confini. “21 novembre 1943” è senza dubbio una data da ricordare e questo testo lo fa in modo lodevole: la storia viene messa su carta come se fosse un dovere ma senza forzature. Ci troviamo di fronte a quel dovere di cronaca che scandisce le nostre giornate ma qualche volta non i nostri ricordi.
La guerra, la tragedia della deportazione visti con gli occhi di un tredicenne sono i punti cardinali della storia. Il protagonista ed il suo amico, Cichin, si muovono all’interno del racconto in modo invisibile, quasi in silenzio, come per dare spazio al contesto storico. Personaggi principali ma anche spalla. Le loro corse in bici ricordano quegli anni in cui la vita era molto più semplice e tanto difficile. La realtà cruda, poi, della deportazione arriva sul finale dove emerge prepotente la volontà di far qualcosa che si scontra con l’amarezza di un decorso che non si lascia intercettare. La “pochezza” umana, dettata dalla miseria e forse anche dall’ingordigia, irrompe nelle ultime pagine per lasciare spazio ad una sola immagine: il treno che corre via sui binari, inghiottito da una finta neve. “Guardo il treno allontanarsi, lasciare la stazione, passare accanto al cementificio e venir avvolto dai turbini di polvere vomitati dalla ciminiera”. E la vita dei due protagonisti viene ineluttabilmente segnata. “Mentre torniamo alle nostre bici, Cichin guarda in alto, verso le colline  sopra il paese. Tra poco, lo so, andrà a raggiungere quelli delle montagne”.
Concita De Luca

 

PREMIATI CON TARGA

Silvana Aurilia, Mario Rosario Avellino, Stefano Borghi, Gian Filippo Della Croce,  Eugenia Grimani, Maddalena Lonati, Francesco Mastronardi, Lorenza Moltisanti, Franco Querini, Roberta Villani.

PREMIATI CON MEDAGLIA
Marcello Amico, Giuseppe Attanasio, Aldo Bonato, Marco Carina, Alma  Chiment,  Mattia Conti, Annarosa Della Mea, Paola Depilano, Carmine Di Maria, Patrizia Esposito, Enrico Fontanarosa, Francesco Gaggi, Marcello Guerrieri, Ivo Lignola, Michele Macellari, Marco Managò, Ettore Mariani, Linda Marighella, Maurizio Meggiorini, Carlo Mieli, Salvatore Monaco, Carlo Monteleone, Elena Mossuto Attanasio, Lorenzo Piantini, Luciano Recchiuti, Maria Rizzi, Rosa Romano Bettini, Piera Rossi Celant, Daniela Sacchi, Vittorio Sartarelli, Francesca Segato, Roberta Selan, Vinia Tanchis, Francesco Valente, Lenio Vallati, Domenico Vasile, Anna Vassallo, Gianfranco Venturato.