Poesia 2009 Stampa

 

PRIMA CLASSIFICATA

 

Questa mia vita

Per ombre luci abissi ho attraversato
questa mia vita di sussurri e gridi,
ombra io stesso, e luce, e vento in fuga
per rovi, ortiche, sangue di papaveri,
lasciando impronte di dolore e gioia,
sentendo a pelle il nascere dei giorni,
vivendo di pensieri in un impasto
di cellule, tremando quando un fiore
mi ha accarezzato l’anima.

                            Ho viaggiato
dentro un fuoco di sogni i cosmi e i cieli,
oltre i confini della notte ho visto
spalancarsi universi incandescenti
e respirato brezze di galassie
ancora ignote. Eppure mi è mistero
questo cuore che pulsa e mai riposa
e il sangue che mi batte nelle vene
e il pianto che mi brucia.

                            Andrò avanti
come una barca spinta tra due rive
estreme, dentro un mare che separa
il grido della nascita e il morire.
E mi farò silenzio in quel silenzio
che tutto avvolge e illumina, e che spinge
lune di vento a approdi d’infinito.

Giovanni Caso - Siano (Salerno)
(Dalla raccolta Per assonanze e dissonanze”) 

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Con endecasillabi armoniosi, ricchi di emozionanti suggestioni espressive e di immagini ben costruite che vengono partorite dal lirico connubio tra la mente e l’anima, il poeta apre una finestra sugli ampi orizzonti di una parabola esistenziale totale, attraverso quel “mare che separa il grido della nascita e il morire”. Così, facendoci gustare “fuochi di sogni e brezze di ignote galassie” nello sgomento permanente del mistero, ci regala un’opera di alto livello e nello stesso tempo il soffio di versi che ci fanno assaporare tutto il caldo respiro della vita.
[Franco Bruno Vitolo]

SECONDA CLASSIFICATA

 

Separazione

Ho venduto, madre
la tua casa
so quanto l’amavi
e mi morde
l’atto sacrilego
della sua mutilazione,
a testa bassa
trascorro pomeriggi
tra le stanze deserte,
troppo grandi, troppo fredde,
scenari di quarant’anni
di tua vita,
dove si consumavano
con antica precisione
i riti affollati del Natale.

Mi aggiro piano
tra segmenti di vita
da conservare, da regalare
forse da gettare,
il pianoforte è chiuso,
chiusi i libri,
pensieri ciechi fra le copertine.
Apro gli spessi armadi,
dove  mi nascondevo
fra fruscii di sete
e rosse vestaglie di festa,
trattenendo il respiro,
scivolavo nell’oscuro silenzio ,
tu, madre,stavi al gioco,
e fingendo, mi cercavi accorata.

Ondeggia un abito,
le tinte accese
d’agosti lontani,
quando a sciogliere
il caldo afoso
ci pensava il mare,
sdraiata con te
sulla spiaggia umida
con quelle pietre lente
levigate dal salso
che guardavano calme
come certe Madonne dei Portici
e nei tuoi occhi indovinano
ori e favole d’ambra

Pensavo alla mia vita
come un cerchio già chiuso,
tu ed io ai tuoi piedi
e all’improvviso
la voce ti manca,
mi dici di essere stanca
e adagio si rientrava
con l’ampia borsa
pesante di conchiglie,
di attese, di stupori senza fiato.

Sulla finestra i piccioni
hanno smesso di tubare,
sullo sfondo  l’abside
di San Saverio
veglia impotente
sui vicoli dell’Albergheria,
la luce fredda del tempo
ha ossidato i miei sogni,
mi restano poche cose
piccoli cocci
da raccattare
prima di chiudere la porta.

Teresa Riccobono - Palermo

 

 

 

 

 

 

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La poesia, che ha per tèma la vendita della casa materna , con il conseguente rimorso e l’affiorare ininterrotto dei ricordi, s’incentra tutta sul contrasto tra un presente fasciato di solitudine, di stanze “troppo grandi,/troppo fredde”; e un passato ,” dove si consumavano/con antica precisione/ i riti affollati del Natale” , tra gli interni, dove ” il pianoforte è chiuso, chiusi i libri “ (ma basta socchiudere spessi armadi, perché  tornino a rivivere i giochi infantili vigilati dall’ amore materno); e gli esterni, caratterizzati dalle tinte accese di agosti lontani e dal mare, in grado sì di sciogliere il caldo africano, ma anche di fungere da sfondo alle prime avvisaglie o ai presentimenti di una salute declinante. L’utilizzo di un medesimo tempo  verbale nella parte incipitaria e finale fa della lirica una ring komposition, chiudendola in una perfetta struttura circolare.
[Fabio Dainotti]

TERZA CLASSIFICATA ex-aequo

 

Occhiali

L’uomo che ti guardava fissamente,
con insistenza dal suo balconcino
un mattino morì: non lo trovasti
al tuo deluso appuntamento con
un ulteriore finto matinè.

Fingeva di guardare i suoi gerani
mentre guardava te. Ma tu esistevi
soltanto nella vostra fantasia:
un’altra donna, un’altra figurina,
senza occhiali sarebbero sembrate
la stessa cosa per le immaginarie
sue possibili fragili attenzioni.
L’uomo che tu sognavi una mattina
senza preavviso ha preso una sua nuova
dimensione: ha inforcato gli occhialetti
e con un gesto dignitoso è andato             
dietro la scena. Fra le verità
di un mondo senza nuvole ed occhiali.

E  da quel giorno guardi con un vago
sgomento il posto vuoto fra i gerani
e pensi a te: la vista ti si abbassa,
gli occhiali li abbandoni per pigrizia
fra le carte in soggiorno.
Piano piano
una sfocata verità si accende
nella bambagia della tua miopia :
l’uomo che ti guardava, o tu credevi,
accucciato nel folto dei gerani,
ti fa un cenno ammiccante e ti sorride.

Tu non sai se sorridergli a tua volta
o piangere sommessa. Sotto voce.

Paolo Sangiovanni - Roma
(Dalla raccolta Penelope”)  

Stabat Mater
ad Aisha, 13 anni, lapidata
a Chisimaio - Somalia - il 27 ottobre 2008

Ragazza mia, che più non hai memoria
del fiume attraversato a piedi nudi,
chiare le pietre amiche e levigate
a carezzare il passo tuo gentile,
in volo dolce verso Chisimaio.

Così io ti ricordo
(o almeno credo),
tese le braccia a bilanciare il guado,
gazzella ignara al sogno tuo leggero.

Così ragazza mia io ti ricordo,
così salivi al giorno, e non sapevi
il Golgota, né il fuoco alle stazioni:
dèmoni neri, angeli del Male,
violarono il tuo fiore ancora acerbo;
poi fecero del giunco tuo sottile
croce di te confitta sulla terra.

Ora che il tempo, tutto, è consumato,
di te ci resta questo tuo sorriso
fiorito sulle labbra un po’ arrossate,
più grandi (e appena più perduti) gli occhi.
Di te ci resta questo tuo silenzio,
lama di fuoco a mutilare i sogni.

Stringe adagio il tuo capo,
perse le mani dolenti,
tua madre,
lieve sfiorando i capelli tuoi crespi,
dolcemente raccolti sulla nuca
con fermagli di porpora e carminio.

Umberto Vicaretti - Luco dei Marsi (L’Aquila)

 

In versi sapientemente costruiti, intessuti efficacemente di rime interne, assonanze, metafore, anafore e metonimie concettuali, si dipana un gioco impalpabile di concreta solitudine, sospesa, nello scorrere del tempo, tra sogni, fantasticherie e illuse delusioni, appena trasfigurate dal simbolico e intimo incombere di “occhiali esistenziali” e ben rappresentate nello sfociare in sommessi sorrisi di pianto. Intimi, solitari, “sottovoce”. E per questo ancora più coinvolgenti. [Franco Bruno Vitolo]

 

 

Nel ritmo cadenzato dei versi il racconto di un fatto di cronaca, terribile e orrendo, diventa paradigma universale della violenza e del male, purtroppo ancora e sempre presenti nella natura umana. L’uso sagace delle metafore e la scelta attenta del lessico rivelano l’indubbio talento poetico dell’autore di questo canto doloroso e sconvolgente. [Maria Olmina D’Arienzo]

PREMIATI CON TARGA   
Mina Antonelli, Giuseppe Bagno,  Paolo Borsoni, Lorenzo Cerciello, Rosanna Di Iorio, Colomba Di Pasquale, Franco Fiorini , Emilia Fragomeni, Armando Giorgi, Niccolò Andrea Lisetti, Domenico Luiso, Lucia Mangili, Roberta Mazza, Roberto Mestrone, Enea Roversi, Rodolfo Vettorello.

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PREMIATI CON MEDAGLIA
Simona Acanfora, Anna Addis, Gerardo Alliata, Angela Aprile, Vincenza Armino, Eziana Babbore, Elisa Bassi, Luca Benetti, Mirtide Bonfanti, Fabiano Braccini, Anna Maria Cardillo, Pina Michela Caria, Ida Cecchi, Stefano Cervini, Gabriella Cinti, Elena Cipriani Mazzantini, Rita Coppola Alfano, Italo Corti, Antonio Damiano, Ubaldo De Robertis, Maria Pia Dell'Omo, Lucia Di Monaco, Rodolfo Di Rosa, Umberto Druschovic, Monica Fiorentino, Ivano Giacomelli, Paolo Giardi, Umberto Grieco, Mariella Lamonica, Silvia Anna Lantero, Andrea Lazzara, Carmine Maggio, Jessica Malfatto, Laura Maneschi Arnaldi, Fulvia Marconi, Senzio Mazza, Emma Mazzuca, Salvatore Monaco, Gerardo Moscariello, Valeria Nastri, Carmela Orefice, Maria Piera Pacione, Pasqualina Liliana Peduto, Bernardino Perrone, Renzo Piccoli, Maria Gabriella Pirrello, Pinella Pistis, Fedel Franco Quasimodo, Patrizia Ragone, Angelo Ricca, Marco Righetti, Giuseppe Romano, Gennaro Sica, Daniela Solarino, Alvaro Staffa, Antonietta Tafuri, Laura Tonelli, Davide Vaccino, Marco Vinci, Pasquale Vinciguerra.

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