Narrativa inedita Stampa


PRIMO PREMIO

Se è vero che con le parole è possibile dipingere, in “Vladimir Packaratt l’illusionista” questo assioma trova la sua dimostrazione. E’ questo il perché che ha spinto la giuria a far salire sul podio l’autore. Personaggi e atmosfere sono dipinte con chiare pennellate, proprio come hanno saputo fare i realisti. Non una copia della realtà. Attenzione. Ma una riproduzione della stessa in cui la personalità di chi la sta scrivendo viene fuori senza prevaricazione alcuna. Ed è questo quanto accade nel leggere il dramma in due atti oggetto del nostro interesse. Meritevole di pubblicazione anche per consentire ad un pubblico più vasto di essere assaporato in tutte le sue variazioni. Un merito è quello dell’essere riuscito a calibrare il ritmo ed il tempo con continue variazioni, senza creare rotture con quanto detto e raccontato prima o dopo. Un altro elemento che ha convinto è stato il giusto risalto dato a tutti i personaggi. Si ha la sensazione che non ci siano ruoli secondari: ad ognuno, infatti, viene dedicato il giusto ritratto. Tutti poi “lavorano” per  rafforzare quello del protagonista, Vladimir. A far da collante ci pensa poi la scrittura: la descrizione di cose e situazioni è si dettagliata ma non maniacale. Lo stile è pulito. Proprio come quando si assiste ad un’opera teatrale  qui la scenografia fa da scenografia e gli attori si muovono in essa per dar corpo alla narrazione. Non sarebbe impensabile dunque per “L’illusionista” l’approdo alle tavole. Gli elementi ci sono tutti. [Concita De Luca] 

Vladimir Packaratt - l'illusionista
di Marco Diana  - Cagliari

 

SECONDO PREMIO

 

“In questa vita bugiarda” è una bella fotografia di una storia qualunque. Potrebbe essere la vita di un nostro vicino, di qualcuno che magari conosciamo solo superficialmente. E perché no, una nostra storia, anche solo immaginata. Ha convinto. E’ piaciuto, conquistandosi così un premio meritato. Una segnalazione di pubblicazione è doverosa. Il romanzo racconta di una Sicilia semplice, fatta di persone, vicende semplici ma anche temi forti, importanti: la realtà dei pescatori che si muove tra l’essere leggenda e verità; il rito della mattanza; il difficile rapporto di un figlio (Lorenzo) e di suo padre (Michele Carducci, detto il “rais”), i due protagonisti del romanzo. Su questo percorso narrativo ad emergere su tutto  è la vita complicata del protagonista primo, Lorenzo, nella quale ha un suo peso il legame di amicizia con il giovane Francesco. Nel descrivere queste parentesi di vita la scrittura scivola via senza intoppi. I dialoghi sono coinvolgenti e convincenti. I commenti e le descrizioni misurate ed efficaci. “In questa vita bugiarda” nasconde diversi punti di vista quasi a voler offrire al lettore dimensioni diverse per un viaggio immaginario fatto di percorsi nuovi. E’ da sottolineare il merito dell’autore nell’essere riuscito ad intrecciare, intorno al personaggio principale, questi piani paralleli di racconto senza perdersi in inutili divagazioni. Al lettore viene così proposta una storia gradevole che prende sin dall’incipit. [Concita De Luca] 

In questa vita bugiarda
di  Stefania Maione – Napoli

 

TERZO PREMIO

 

Forse già lo sa. Altrimenti glielo diciamo noi in una cinquantina di parole. Concetta Isabella De Cesare è una kantiana, di quelle toste: per lei, come per il suo maestro, l’ironia è una affezione, un moto che deriva da una aspettazione, la quale, all’improvviso, si risolve in nulla. Proprio come nel suo bel racconto lungo che “indirettamente rallegra con molta vivacità” e non certo, direbbe l’uomo di Konigsberg, in quanto la rappresentazione è oggettivamente oggetto di diletto, “ma unicamente perché essa, in quanto semplice gioco delle rappresentazioni, produce un equilibrio delle forze vitali”. Game love over game è storia d’amore, trappola d’amore, chiasmo d’amore. L’autrice è di marca nuova, europea, come s’addice. La scrittura della De Cesare è affilata e sardonica, compatta e sorridente, anzi, a ben rifletterci e per dirla con Bergson, “un’anestesia momentanea del cuore: si dirige alla pura intelligenza”. E, poi, last but not least, ci fa venire in mente Santana: “(…) A little bit of laughs / A little bit of pain / I'm telling you, my babe / It's all in the game of love / This, what ever you make it to be / Sunshine set on this cold lonely sea (…)”. [Francesco G. Forte]

Game love - over game
di Concetta Isabella De Cesare – Minturno ( Latina)  

 

PREMIATI CON TARGA

Mirella Cuaz Alborno, Diego Ferrara, Cristiano Marcatelli, Francesco Menghini, Fabio Palma, Pietro Solimeno.

PREMIATI CON MEDAGLIA

Lorella Carli, Matteo Cosimato, Davide Donato, Vincenzo Leopoldo, Stefano Paolini, Anna Senatore, Gianfranco Spinazzi.