POESIA IN LINGUA Stampa


PRIMA CLASSIFICATA

 

PERDONO
Perdono, figlio, per la favola
degli alberi verdi a primavera
e l’inganno di cieli azzurri
specchiati a fiumi di vetro.
Non seppi di stagioni impazzite
né di stracci di plastica alle sponde
e le onde erano canzoni d’amore
sussurrate sulle spiagge a melodie di lune.
Perdono per la pace che ti dissi
e il volo alto della libertà,
per la paternità e il dono di tua madre
e per le nostre vite, unite, ad amare la tua.
Non vidi terre rosse di sangue all’orizzonte
e, perso, il volo bianco dei gabbiani
al crepuscolo nebbioso d’autunno.
Non udii il grido di figli rinnegati
pieni d’assenza, vuoti di memoria.
Non mi raggiunse assordante l’urlo
– mio Dio! –
di bimbi straziati da madri senza grembo
oltre il confine giunte dell’umana empietà.
Abiteranno ancora gli angeli
il sonno di un bambino?

Perdono, figlio, per la vita sbagliata
respirata come l’aria fresca del mattino
dentro lo sguardo di tua madre
e quello mio.
Perdono per tutte le aurore,
per i domani attesi sulla soglia
dopo tramonti di piogge novembrine.

Ma sopra le colline, figlio mio,
l’arcobaleno ci sorride ancora.
Ed è come se tutto cominciasse ora.
Franco Fiorini – Veroli (FR)

Una sensibilità profonda e struggente permea i versi di questa poesia, che è nello stesso tempo bilancio e denuncia. La caduta degli ideali e l’amara presa di coscienza di una realtà alienante, disumana e diversa dalle attese e dalle speranze nutrite provoca nel poeta/padre il bisogno di chiedere perdono al figlio: non ha saputo o voluto distruggere le favole e disvelare la tragedia del mondo e dell’uomo, per mostrargliela senza infingimenti, nella sua tremenda verità. Colpa del suo amore intenso ed esclusivo, ma anche della speranza ad oltranza che, nonostante tutto il male e il buio del mondo, “sopra le colline” rimane “il sorriso dell’arcobaleno”, a significare la possibilità della rinascita e dell’avvento di una umanità nuova.
Maria Olmina D’Arienzo

 

 

SECONDA CLASSIFICATA

 

 

LA PREDA
Alla bimba
dagli occhi a doppio fondo
il lupo sollevò
l’ultimo lembo della gonna
(ginocchia d’avorio
e anima nuda).
Ad occhi stretti
la violò con l’ululato
rappreso in gola,
gonfio di saliva.
Dagli occhi
le scivolò la vita,
la stessa che a lui
gonfiò le tempie
nella corsa da ladro
che increspò la notte.
Anna Ciufo – Pellezzano (SA)

La storia di una violenza è resa con una straordinaria capacità di trasfigurazione poetica: le metafore e analogie, utilizzate attraverso un’espressione essenziale e, per ciò stesso, estremamente incisiva, nulla tolgono alla terribile realtà descritta.
Nessuna parola è lasciata al caso, ma ogni sillaba, ogni fonema è ricercato e plasmato, nel tentativo, per altro riuscito, di dare voce alla rabbia interiore e creare aderenza piena tra contenuto e forma.
L’aggettivazione pregnante, l’uso sagace e scaltrito dell’enjambement, l’anafora di quegli occhi così eloquenti ed inquietanti, significano in maniera dolorosa e spietata l’orrore dello stupro.
Maria Olmina D’Arienzo

 

 

TERZA CLASSIFICATA

 

ANNIVERSARIO
22 ottobre 1942
La morte non è pace né colloquio.
È spazio – grigio – dove i morti oscillano
(anche tu padre, anche tu mamma, uccisi)
in un passo illusorio; alberi fermi
vaneggianti nel vuoto – hanno la faccia
spenta, grumo di sangue fatto nebbia:
nell’affanno dei giorni si sfilacciano.
In noi, già vecchi, sono eco di un grido
- così lontano ormai! – labile traccia
secca
di lacrime.
La morte non è pace né colloquio.
Pietro Olivari – Firenze

 

Nella breve lirica (dodici versi, due in meno di un sonetto), intitolata Anniversario, in cui “l’affanno dei giorni” si esprime in una sintassi franta e spezzata,  Pietro Olivari ha saputo trasmetterci  il senso dell’incapacità, resa anche metricamente dall’uso accorto dell’endecasillabo sdrucciolo, di entrare in sintonia e d’ instaurare un colloquio pacificato coi propri cari scomparsi.
Impossibile, sembra dirci il poeta in un tono ultimativo che la martellante insistenza della struttura ad anello conferisce alla lapidaria sentenziosità dell’enunciato ribadito nel “refrain”, evocare i morti, o almeno richiamarli indietro da quello “spazio grigio” dove appaiono confinati”, se prima non si sia opportunamente provveduto a chiudere i conti con un passato che non torna e con “l’eco di un grido”, che risale da un tempo “così lontano ormai”.
Fabio Dainotti

 

 

PREMIATI CON TARGA
Alberto Averini, Giovanni Caso, Rosario Castronuovo, Elena Cipriani Mazzantini, Renzo Cremona, Luigi De Rosa, Alfredo Di Marco, Annarita Fossa, Alberto Gatti, Paolo Giardi, Giovanbattista Leone, Domenico Luiso, Maria Pia Marcorelli, Rita Minniti, Orazio Nastasi, Francesco Palermo, Anna Maria Pedercini, Anna Gertrude Pessina, Daniela Raimondi, Rosa Raggio, Anna Salvini, Francesco Sassetto, Antonietta Tafuri, Patrizia Tannini, Alfredo Torreggiani, Umberto Vicaretti.

 

PREMIATI CON MEDAGLIA
Giulio Acquaviva, Paola Alessandri, Giuseppina Amendola, Walter Angelucci, Angela Aprile, Marilia Aricò, Andrea Armonico, Maria Aronica,  Pasquale Balestriere, Massimiliano Bardotti, Pierubaldo Bartolucci,  Maria Angela Bedini, Vincenzo Belcastro, Annina Bochicchio, Liana Bonuccelli Caputo,  Elena Bugini, Gaetano Camarda, Marina Canal, Jole Cantobelli Severino, Domenica Caponiti, Gastone Cappelloni, Maria Luisa Caputo, Pietro Catalano, Maria Vittoria Catalano, Stefano Cervini, Lucrezia Colacicco, Carmelo Consoli, Edoardo Casentino, Giovambattista Croce, Carmela Crosazzo, Pietro D'Agostino, Carla D'Alessandro, Laura D'Allura, Maurizio D'Armi, Monique de Buysscher, Vincenzo De Crecchio, Armando De Marino, Rosa De Stefano, Sergio De Vivo, Nicoletta Di Cecio, Silvio Di Fabio, Guglielmo Di Lieto, Francesca Di Marino, Patrizia Di Martino, Luigi Fontana, Cristina Formica, Chiara Maria Friselli, Cristina Gaiani, Ela Gentile, Pasquale Giannatempo, Anna Gigantino, Ostilio Giglio, Cosimo Flavio Gioia, Marco Gioiella, Antonio Giordano, Maria Francesca Giovelli, Adriano Gizzi, Claretta Guatteri, Giuseppe Gucciardino, Giuseppina Lamberti, Silvia Anna Lantero, Gianluigi Lauro, Gennaro Liscio, Costantino Loprete, Adolfo Mario Macciardi, Gabriella Maddalena Macidi, Concetta Maini, Moreno Marani, Ermelinda Maturanzio, Giovanni Mazzotta, Emma Mazzuca, Vincenzo Mercolino, Annalisa Michelangeli, Assunta Mingione, Donatella Monetti, Maria Teresa Mongibello, Vincenzo Montagna, Alessandro Montaguti, Vittoria Montesano, David Moranti, Enrica Paola Musio, Valeria Nastri, Carlo Olivari, Maria Rosa Oneto, Angelo Orlando, Gilberto Palmacci, Giovanni Panarese, Gabriele Panfili, Mara Penso, Rosa Perrone, Gaetano Piccolella, Grazia Pisanelli, Giovanni Pisapia, Pinella Pistis, Giacomo Prandi, Fedel Franco Quasimodo, Roberto Reggiani, Raffaele Restucci, Maria Rienzi Gorizia, Marco Rigetti, Nicola Rizzi, Pierfrancesco Roccato, Giuseppe Romano, Michele Rossi, Calogero Sabia, Antonio Saladino, Alessandro Santagada, Maria Luigia Scialpi, Antonio Semproni, Sergio Serrino, Graziano Sia, Piera Spiller, Maria Stimpfl, Giuseppina Terranova, Patrizia Tomidei, Anna Torregrossa, Martina Toso, Davide Vaccino, Carmine Valente, Gerardo Valvano, Maria Luisa Vanacore, Pasquale Vinciguerra, Elda Zerbone, Sergio Zingales.