NARRATIVA INEDITA Stampa
 

PRIMO PREMIO

Girati di la’ e dormi
di Maria Beatrice de Camillis

Un incipit in presa diretta, con montaggio rutilante, ed un epilogo che veste di pensosità il polifonico racconto di vita della protagonista e le storie delle deuteragoniste, sono bastevoli a segnare la forza di una scrittura tanto libera da potersi concedere linearità minore di quanto necessiti.
Del resto, tutto il racconto (i racconti) è un inno (concettuale) all’instabilità. La precarietà, che qui viene in enfasi, pare caratterizzare le appartenenze, non più date solo per nascita, classe, legami territoriali, età o genere, ma dettate anche dalle scelte individuali di Mariacamilla e delle sue giovani amiche (“le comari metropolitane”)
Professioniste, a Roma per far carriera (ma in perenne lotta con la miserevole durata dei contratti a progetto e simili) o in giro per l’Europa – stage o perfezionamento linguistico – le donne di Girati di là e dormi ci ricordano come il mutamento sia divenuto, nei nostri anni, in questi anni, condizione diffusa non solo della storia di vita di ognuno, ma dell’identità stessa. Quelle che, lucidamente, ci propone l’autrice sono vere rappresentanti dell’odierno meticciato culturale. Gli amori scorrono lievi, anche quando lasciano ferite, le amicizie sono limpide, pur connotate da piccanterie, perché la vita descritta è proprio liquida, come attesta nostro padre Bauman. Dunque, ben venga lo sguardo disincantato e distante della scrittrice, che ci fa tornare in mente l’arguzia charmant della Volpini, l’aristocrazia del tratto alla De Cespedes, certe malinconie di Gianna Manzini. Un testo forte, senza vuoti.
Francesco G. Forte

 

 

 

 

 

SECONDO PREMIO

Anguilla
di Antonio Ferrara

Dentro: Ciro, che chiede a tutti una cicca e finirà con l’impiccarsi; Carmelo, che corre a perdifiato per tutto il perimetro del cortile e non la smette di tagliuzzare il suo corpo; Rossella, la giovane e bella insegnante, che porta ai giovani carcerati, insieme ai libri, secchielli pieni di sabbia di mare; Silvano, il poeta che scoppia in un pianto irrefrenabile mentre legge i suoi versi; il cappellano, padre Arsenio, organizzatore di spettacoli e tornei di ping pong; Selim il rom, suonatore di violino; e, su tutti, Omar, il narratore, detto ‘Anguilla’ (“perché sono già scappato tre volte, e forse scapperò ancora” ed anche “perché sono molto alto”).  Fuori, indelebili, nella memoria di Omar ( e nella nostra): Amira e i suoi baci; nonno Jusif e il suo tè mattutino; il padre che sa tutto, anche se puzza di nafta e grasso di macchina; il fratello Faruk, analfabeta e dongiovanni; Malak, cane nero…L’autore ci offre una visione dell’universo concentrazionario presso che inedita, ora tenera e folle, ora cruda e dolente. Con piglio sempre alto, sentimentale ed ironico. Brevi e conchiusi capitoli per descrivere due anni di carcere italiano di un giovane egiziano, tra rivolte di reparti (“Le fiamme si levano con un crepitare gioioso, si agitano come ballerine nervose, si sporgono fuori dalle sbarre, allegre, arrabbiate, libere”), azioni ottuse (il direttore che ordina di bruciare in cortile il violino di Selim), desideri: tra i primi della lista, “camminare sempre nella stessa direzione”.
Francesco G. Forte

 

 

TERZO PREMIO
Io avrò i tuoi occhi
di Patrizia Rigoni
Piace, appassiona entrare nel mondo di “Io avrà i tuoi occhi” di Patrizia Rigoni. In ventinove capitoli ci sono nove mesi di vita vissuta da una protagonista che lascia il segno. I personaggi che le fanno da contorno non invadono mai la scena, come suo marito Vittorio, Lallala, Hazib. La Tunisia, i suoi profumi, le sue atmosfere sono centrali in questo romanzo ma anche in questo caso mai invadenti. “Io avrò i tuoi occhi” è un continuo viaggio nell’animo dei personaggi che si mettono a nudo intrecciandosi tra loro. Patrizia Rigoni ha saputo in questo lavoro fare una interessante lettura dell’animo umano, andando alla ricerca dei sentimenti che muovono le scelte delle persone. Tutto si sviluppa attraverso i dialoghi. Quando i protagonisti, perché in fondo in questo romanzo tutti i personaggi lo sono in qualche modo, si trovano l’uno a cospetto dell’altro questi poi si lasciano andare. Si fanno scoprire ed il lettore ha così l’opportunità di conoscerli a fondo. Il tutto seguito da una linearità narrativa che fa da opportuno completamento.
Concita De Luca

 

PREMIATI CON TARGA

Maricla Di Dio, Giovanni Di Nicola, Antonella Levato, Stefania Maione, Antonio Scotto Di Carlo, Pietro Solimeno.

 

 

 

PREMIATI CON MEDAGLIA

Ettore Avellino, Moris Bonacini, Elena Bresciani Baldi, Lauro De Preto, Osvaldo Frasari, Ivano Giacomelli, Daniela Iannone, Giuseppina Lamberti, Vincenzo Leopoldo, Ettore Mariani, Francesco Nobile, Stefano Paolini, Leonardo Pappalardo, Tarcisio Pellegatta, Giovanni Scilio, Giorgio Stanzione.